

Insoddisfazione dilagante a questo mondo.
Ovunque ti giri vedi frustrazione, rabbia o tristezza: accendi la tv e senti gente urlare, quando non urla accusa; ti metti in macchina e appena uno si dimentica di mettere una freccia si cucca una clacksonata clamorosa e un “va’ a quel paese”, pure 2 se in orario di punta; prendi un caffè con una persona che, c’è da scommetterlo, ti racconta di “essere stressata”, se per caso per un attimo fai attenzione alla conversazione di quelli del tavolino di fianco si sta parlando ancora di problemi…
Ma non ti vien mai da dire “basta”?
Allora sai che si fa, questo fine settimana andiamo alle terme, così stacchiamo la spina.
Bell’idea. E quando torni?
Facciamo che piuttosto che staccare la spina accendiamo il cervello?
Facciamo che usiamo questo bel sole e le giornate allungate per riflettere, tirare un paio di linee e fare qualche considerazione ragionata su di sè per capire a che punto si è e chi si è.
“La vita non mi viene bene” è la motivazione con cui le persone mi chiedono una mano.
In molti casi declinano in maniera specifica quel “la vita” (ad es. con “il lavoro non va bene”, “le mie relazioni non vanno bene”, “con me va bene, non sono contento/a”), ma se c’è da generalizzare generalizziamo.
E’ una gran bella motivazione, ancor di più se è specifica.
Perchè significa che ti sei fermato/a e i neuroni hanno lavorato, che un paio di riflessioni le hai ben condotte e che ad una conclusione sei più o meno arrivato/a.
Perchè lagnarsi è un po’ darsi un tono, il mal comune allevia un po’ la frustrazione; ma prendere in mano la situazione dà soddisfazione.
Se lasci che le cose ti succedano puoi lamentarti? Se non sai dire no, puoi accusare gli altri di approfittarne?
Tutti noi abbiamo continue incombenze e corriamo dietro a mille cose da fare, cerchiamo di accontentare chi si aspetta da noi determinati risultati, compresi noi.
Ma farlo avendo presente un obiettivo è tutta un’altra vita.
Tu sai chi sei? Sai cosa vuoi? Sai in che direzione stai andando?