“Tutto o niente”: come le donne dimezzano la propria autostima

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“Tutto o niente”: come le donne dimezzano la propria autostima

Qual è il tuo programma di oggi? Quanto è lunga la tua lista di cose da fare?

Wonder Woman è tra noi e sei tu.

Tu che credi di poter fare TUTTO ALLA PERFEZIONE.

Donna, professionista, mamma, casalinga, moglie/compagna, amica, figlia, problem solver, accompagnatrice, organizzatrice di spazi, organizzatrice di eventi, educatrice, infermiera…

Questi sono i tuoi ruoli, quelli che tu pretendi da te stessa o che gli altri si aspettano da te, OGNI GIORNO.

Di certo non sono la prima a dirti che noi donne siamo sempre in difficoltà tra i nostri 2000 impegni, resta però il fatto che tu queste cose le devi fare….

Sicura? Davvero? Pensaci bene. Le devi fare proprio tutte?

Molto spesso siamo noi stesse ed il nostro senso del dovere personale a definire che cosa DOBBIAMO fare ASSOLUTAMENTE.

Secondo Gray, uno degli autori più conosciti studiosi del rapporto uomo-donna, le donne sviluppano liste infinite di cose da fare, quando sono agli sgoccioli aggiungono nuove voci, o pensano a come fare meglio quelle già fatte.

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Come ci sentiamo se non riusciamo a fare tutto TUTTISSIMO?

Noi “perfezioniste” ci consideriamo nulla, ci sviliamo, non ci riconosciamo “brave”, ci diciamo che domani dobbiamo fare di più e meglio, ci facciamo prendere dall’ansia quando rincasiamo/andiamo a lavoro, riprendiamo i bambini alzando la voce quando fanno disordine per poi pentirci amaramente e considerarci delle madri inette…    Come se non avessimo fatto NULLA di buono.

Come possiamo imparare a non crederci delle Wonder Woman?

Pensa a quello che è davvero importante per te, quello che quando lo fai ti fa stare bene a prescindere dalla fatica.

Ecco questo rientra nella lista delle cose importanti da fare.

Per il resto esiste la delega, l’outsourcing (dare in gestione ad altri ciò che non puoi fare tu), la collaborazione.

Perchè chiedere “aiuto” non significa riconoscersi deboli, ma spesso è piuttosto il contrario: la collaborazione nasce dal “rispettarsi”.

Ma tu devi essere la prima, a rispettarti.

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